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COMUNE DI BURAGO DI MOLGORA

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Non si ha notizia storica precisa circa la fondazione del paese di Burago di Molgora.

Sembra comunque credibile la tesi di alcuni storici e cronisti che ne fanno risalire l'origine all'occupazione romana dei territori dell'Adda, ipotesi che viene anche suffragata da studi circa la derivazione latina del nome borgo.

Una traccia di questo nome si trova su una pergamena, datata ottobre 1026 e custodita nell'archivio di Stato di Milano, con la dizione "Bucuriaco", probabilmente derivato da un nome di persona "Bucurius", trasformato poi in Buvirago.

Per quanto riguarda il termine "Molgora" è chiaro il riferimento al torrente che attraversa il territorio comunale al confine con Vimercate e la cui derivazione etimologica può essere "Morgula" dal gallico "Morga", ossia confine.

Notizie storiche molto attendibili sono quelle del "Liber Notitiae", del secolo XIV, che descrivono Burago come un luogo posto sulla riva orientale del torrente Molgora in territorio fertilissimo di gelsi, frumento, segale e granoturco.

Burago appartiene alla Parrocchia di Vimercate fino alla seconda metà del Cinquecento, quando San Carlo Borromeo gli conferì la giurisdizione parrocchiale. Ed è proprio nel 1570 che si ha la descrizione della prima chiesa parrocchiale di Burago dedicata a Sant'Antonio.

Burago rimase un paese agricolo, con vincoli di costruzione, fino alla fine degli anni venti del '900, quando i contadini subentrarono al signore o padrone come proprietari delle terre coltivate.

Parallelamente a quest'attività agricola si sviluppa, nel tempo, l'artigianato, la cui esistenza è testimoniata già nel 1782 da una "Real Charta". Si trattava di attività svolte a domicilio, soprattutto durante il periodo invernale, quando l'attività agricola diventava meno impegnativa.

All'inizio del XX secolo, si ha la presenza di un solo opificio (setificio) che impegna soltanto donne. Nel 1919 in paese sono presenti 150 operai di cui 80 lavorano in paese e 70 fuori.

Nel 1956 gli operai lavorano prevalentemente fuori dal comune. Nel 1963 si hanno solo due stabilimenti, uno di calzature ed uno di tessitura. L'industria si incrementa e si rafforza come presenza attiva negli anni '70 e fino alla fine del XX secolo.

Attualmente il paese ha un carattere prevalentemente industriale, con la presenza di industria ed artigianato, affiancati da commercio e terziario. Tuttavia esiste un discreto pendolarismo lavorativo verso i grossi centri vicini: Milano, Monza, Vimercate e Agrate Brianza.

Dal punto di vista architettonico, sono da annoverare come esempi dello stile Neoclassico, due ville di grande rilievo, Villa Penati Ferrerio, sede attuale del Municipio, e Villa Mylius Oggioni.

Villa Penati Ferrerio (XVII sec)

Dopo essere stata donata al Comune di Burago di Molgora, della villa è stata restaurata una parte del corpo centrale e le due ali laterali.

 Villa Mylius Oggioni (XVII sec)

esempio di architettura "di delizia", la cui massima facciata neoclassica emerge, caratterizzando l'accesso da nord al centro storico del paese.